L’INTERVISTA-MANUEL LUSSANA, ALLENATORE DEI PULCINI 2008, SI RACCONTA

 In L'INTERVISTA

Giunge alla fine la nostra serie di interviste agli allenatori che questa stagione hanno guidato i nostri ragazzi, dai più grandi ai più piccoli; oggi l’intervistato sarà Manuel Lussana, ormai da dieci lunghi anni allenatore del Settore Giovanile giallorosso, che quest’anno, per il secondo anno consecutivo, ha avuto alle sue dipendenze i Pulcini 2008.

 

Buongiorno Manuel. Lei è stato l’allenatore, in questa stagione, dei Pulcini 2008: com’è andata la stagione?

Nel complesso direi bene; i bambini sono cresciuti sotto tutti i punti di vista. E’ stata una stagione divertente.

Che gruppo ha trovato all’inizio dell’anno? In cosa è migliorato ed in cosa invece deve ancora crescere?

Per me era il secondo anno con loro perciò conoscevo già i loro pregi e difetti. Come gruppo sono molto affiatati e stanno bene insieme; quest’anno si è cercato di aumentare il fattore agonistico e l’intensità di gioco…sul primo aspetto sono molto migliorati, sul secondo, beh, c’è ancora da lavorare!

Quali sono le difficoltà che possono presentarsi nel gestire un gruppo di giocatori così giovani?

Le maggiori difficoltà riguardano gli aspetti psicologici, dal momento che entrare nella testa del bambino non è facile. Qualcuno ha bisogno di essere sempre spronato, altri devono solo essere incoraggiati.

Sotto quali aspetti bisognerebbe insistere per far crescere i bambini che partecipano al campionato Pulcini?

Oltre agli aspetti tecnico-coordinativi, secondo me è importante far svolgere esercizi/giochi dove il bambino possa scegliere il tipo di giocata; l’allenatore dà degli input ma deve essere il bambino a sperimentare, pensando a cosa sia meglio fare in quella situazione.

Quali sono i pro e i contro di disputare campionati a campo ridotto con meno giocatori in campo rispetto agli 11 canonici?

Credo sia giusto giocare a 7, perchè i bambini toccano molti più palloni, tirano di più in porta, hanno a che fare con più situazioni da dover risolvere…insomma non vedo nessun contro!

Quando arrivò a Scanzo? Che ambiente trovò al Suo arrivo?

La prossima stagione sarà ormai la decima a Scanzo. Facendo due calcoli, arrivai nel 2009 grazie all’allora Responsabile del Settore Giovanile Giulio Fiammarelli; negli anni sono cambiati tanti allenatori, responsabili, persino il custode, ma l’ambiente è sempre quello familiare di quando sono arrivato.

Qual è il segreto, secondo Lei, dei grandi risultati ottenuti dallo Scanzo in questi anni? In cosa invece si potrebbe migliorare?

Sicuramente alla base di tutto c’è l’organizzazione, la competenza e la passione del Presidente e dei Dirigenti storici. Da quando sono arrivato sono state fatte tante cose positive: campo sintetico, quinto spogliatoio, Prima Squadra in Serie D…cosa volere di più?

Parliamo un po’ di Lei. Che esperienze da calciatore o allenatore ha avuto prima dello Scanzo?

La mia “carriera” da calciatore è terminata molto presto, nel 2010, a causa di un problema fisico; ho iniziato a giocare nei Pulcini dell’Albano per poi passare all’allora Alzano Virescit. Dopo una breve parentesi a Scanzo sono passato al Tribulina dove tra Settore Giovanile e Prima Squadra sono rimasto una decina d’anni. Come allenatore ho iniziato con i bambini del Torre de Roveri, il mio paese, da cui, dopo qualche anno, mi sono trasferito allo Scanzo, continuando comunque ad allenare la Prima Squadra del Torre per quattro anni.

A quale allenatore si ispira? Qual è la Sua idea di calcio?

Non ho un modello di allenatore che seguo particolarmente; mi piace il calcio propositivo, dove la squadra cerca sempre di fare la partita. Poi non è sempre facile, però, se si danno dei principi e si insiste su quelli, diventa tutto molto più naturale.

Ci racconta qualche aneddoto, positivo o negativo, della Sua carriera?

Come giocatore, nonostante fossi un ragazzo tranquillo fuori dal campo, ricordo le numerose litigate con i miei diretti avversari: che battaglie!!

Come allenatore ci sarebbero un po’ di aneddoti da raccontare, ma una cosa che mi fa veramente piacere è l’affetto col quale mi salutano i ragazzi che ho allenato negli anni precedenti, segno che qualcosa di positivo a loro l’ho lasciato.

Concludiamo con la ormai famosa top 11 dell’intervistato. Immagini di poter scegliere tra amici, giocatori che ha allenato o con cui ha giocato, oppure addirittura sconfini nei professionisti; chi vorrebbe in campo accanto a sé nei momenti importanti?

Per non fare torto a nessuno, da tifoso blucerchiato, dico la formazione della Sampdoria tricolore nel 1990/1991: Pagliuca; Mannini, Vierchowood, Pellegrini, Lanna; Lombardo, Pari, Cerezo, Dossena; Vialli, Mancini. Allenatore il mitico Vujadin Boskov…ecco, come allenatore mi piacerebbe essere come lui!!

 

Auguriamo a Manuel di diventare per lo Scanzo quello che Boskov rappresenta per la Sampdoria. Intanto lo ringraziamo calorosamente per averci risposto all’intervista, sperando che possa prolungare la sua permanenza in società ancora per lungo tempo.

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